Mondiali Montréal 2026, Filippo Ganna lancia la sfida a Remco Evenepoel: “È il favorito, ma questo percorso posso essergli vicino”

Filippo Ganna parte per l’oro ai Mondiali di Montréal 2026. Vincitore nel 2020 e 2021, il recordman dell’Ora da allora non è più riuscito a mettersi alle spalle Remco Evenepoel nei grandi appuntamenti iridati (non lo batte in una crono ormai dalla Vuelta a España 2023), ma i percorsi degli ultimi anni non erano particolarmente adatti all’azzurro. Inizialmente sembrava non esserlo neanche quello della crono canadese, ma alla fine con appena 220 metri di dislivello in 39,2 chilometri, la potenza del piemontese potrebbe emergere, anche se ovviamente il finale ascendente torna ad essere dalla parte del belga.

Se è al cento per cento è un osso durissimo, soprattutto se c’è salita nel tracciato – commenta Ganna alla Gazzetta dello SportIl percorso di Montreal però è prevalentemente pianeggiante, 220 metri di dislivello in 39,2 chilometri con la strada che nel finale tende a salire […] In un contesto del genere, posso essergli abbastanza vicino. Poi: se vincerà, gli farò i complimenti. Altrimenti, vorrà dire che io sono andato più forte”.

Il belga resta “senza dubbio” il grande favorito, come “la storia recente lo dimostra”, ma il classe 1996 si è rimesso in gioco ed è pronto alla sfida sul percorso che verrà affrontato nella serata italiana di domenica. “Penso di poterci mettere del mio per cambiare il finale della storia – rilancia il verbanese, analizzando il tracciato – E ho provato ad arrivarci al massimo. Al Tour, poi, in due occasioni ho sfiorato la vittoria, ma il risultato pieno non è arrivato. E allora mi è venuta una cattiveria agonistica extra, per cercare di rifarmi”.

Un ruolo importante potrà averlo un dettaglio tecnico che ancora nessuno ha potuto provare: “Le curve non sono poche, ma dipenderà da come metteranno le transenne. Qui in Canada gli stradoni sono larghi e le curve spesso si possono fare anche in posizione”. Mentre per quanto riguarda il finale, Ganna conferma che “sarà comunque meno duro rispetto allo strappo di Glasgow 2023, per esempio”.

Per il momento il portacolori della Netcompany Ineos conferma invece che userà la sua posizione tradizionale in sella, visto che quella che lo ha visto abbassarsi sul manubrio, ma restando alla stessa altezza con la sella, gli ha provocato qualche problema. “Così, si chiude tanto l’angolo dell’anca, ma la gamba tendeva ad addormentarsi”, ammette, sottolineando come questo aveva creato anche problemi nella prima parte di stagione, portandolo persino a rischiare di saltare il Giro d’Italia. “Si era infiammata la muscolatura della zona con il rischio di pubalgia ed ero tornato sui miei passi […] Ho puntato poi molto sugli esercizi per l’allungamento della schiena e per riuscire ad abbassarmi meglio, in maniera progressiva. Nell’ultimo ritiro, a Livigno, ho proseguito su questa strada. E se questa crono mondiale fosse stata più corta, l’avremmo usata”.

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